P.N.A.L.M. – Colori d’autunno

Il P.N.A.L.M. si sa è stupendo. Ricco di fauna, flora, montagne da scalare, passeggiate immersi nella natura. Ma non è solo estate. Anche d’autunno ha il suo fascino e ci incanta con quei colori che trasformano il paesaggio, i boschi si tingono di rosso e d’arancio, i cervi entrano nella stagione dell’amore e tutta la natura si prepara all’inverno.

Ho fatto una passeggiata con la mia Briscolina, sempre presente, e vi propongo qualche scatto.

 

 

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Ricordi della nostra infanzia

O almeno della mia. Quale 30enne al giorno d’oggi non ricorda il mulino bianco, le sorpresine, le merendine cosi buone che ci hanno cresciuto e reso obesi? E tutte quelle belle pubblicità che facevano vedere la famigliola felice che viveva in campagna?

Bè, ci credo che erano felici. Sono stato nell’agriturismo che è stato usato negli anni ’90 come Mulino per la pubblicità. Un posto fantastico, incredibile. Uno di quei posti che come lo vedi ti chiedi perchè mai vivi in un appartamento a ridosso del G.R.A.

Com’è al giorno d’oggi?

 

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Le piccole cose della vita

Qualche giorno fa mentre passeggiavo con la mia “ragnetta” e Briscolina (rispettivamente figlia e cagnolina :D), mi accorgo che sul marciapiede c’è una bellissima farfalla che rischia di essere schiacciata. E’ un bellissimo Macaone.

Purtroppo è conciata male e sinceramente non so quanto possa durare! Però me la porto in casa, la metto su una pianta in balcone, al riparo. La mattina dopo la trovo sempre li. La sposto al sole. Poi non mi resta che osservare e vedere che succede.

Ogni tanto uscivo a controllare, la vedevo sempre più vivace, finchè non è volata via. Anche se piuttosto malconcia ma sembrava farcela. E’ sparita in lontanza, verso il verde.
Non so di quanto possa averle allungato la già effimera vita in questo stadio adulto (difficilmente le farfalle vivono piu di 2 settimane), però vista la sua voglia di lottare e di sopravvivere ne è valsa assolutamente la pena! 😉

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No alla caccia

Foto presa dal sito internet notiziedaiparchi.it

Purtroppo quando finisce l’estate i cacciatori si fregano le mani. Finalmente potranno tornare ad uccidere in maniera più o meno indiscriminata (e nel NON rispetto delle normative europee in merito) animali che altrimenti se ne starebbero per il fatti loro senza rompere le palle a nessuno.

Vi sarà capitato di vedere 10 cacciatori tutti in fila ad aspettare gli uccelli che migrano. Come lo stormo passa sopra.. boom boom boom… Facile, facilissimo.

Occhio quindi quando vi trovate in qualche prato, bosco che non sia parco naturale. Non di rado qualche cacciatore fa fuori qualche collega, convinto sia il cinghiale più grande del mondo, quindi cercate di evitare di trovarvi in zone che non siano tutelate e protette, come le Riserve Naturali o i Parchi Regionali.

Massima cautela quindi fino a che questo scempio arrivi a conclusione.

E dite anche voi NO ALLA CACCIA!

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Un bagno nel fiume

Una domenica afosa, si suda anche stando fermi. Basta, troppo caldo, non se ne può più! Si monta in macchina direzione Torrente Farma, località Petriolo, dove sono stato la domenica prima alle Terme.

Risaliamo il fiume con valentina che nonostante un pancione di 8 mesi si arrampica sui sassi come un gatto. Brava vale.

Il posto è bellissimo, ci sono cosi tanti spunti fotografici che ci si potrebbe passare una giornata solo a far foto. Ma con l’attrezzatura giusta, filtri e polarizzatori in primis (che io non avevo!).

C’è solo l’imbarazzo della scelta sul posto da scegliere per tuffarsi. E perchè non provarli tutti dico io? Piu saliamo piu la vegetazione cambia e si trasforma. Si arriva in un punto dove si allarga dando un pò di respiro, il fiume fa un’ansa e diventa profondo. E’ qui che ci sono corde e trampolini fatti con assi di legno incastrate tra gli alberi per chi volesse fare qualche tuffo. E’ anche il punto più affollato! Saliamo leggermente più su, troviamo un posticino all’ombra, buttiamo gli zaini in terra e di corsa in acqua.

Oltre i sassi la parte del fiume con l'acqua alta dove si possono fare i tuffi

Tra un bagno e l’altro approfitto per risalire ancora un pò il corso del fiume giusto per fare qualche altro scatto. Un ultimo bagno assieme ai pesciolini pulitori (quelli che ti mordicchiano quando sei in acqua) e poi si torna a casa, soddisfatti sia per aver trovato refrigerio, sia per il posto incantevole.

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Macro fotografia al tramonto

Molta gente mi chiede come riesco a fare macro di buona qualità al tramonto, quando generalmente l’ora migliore è al mattino presto, quando sorge il sole.

Inizio subito specificando che il mio motivo principale è il sonno accumulato durante la settimana, quindi sabato e domenica cerco di dormire di piu e di evitare levatacce. Proprio non mi va. Inoltre scattando al tramonto si ha una luce dolce e calda e lo si può fare ogni volta che si rientra a casa, anche dopo una giornata lavorativa.

Dando per scontato che almeno un treppiede va usato per le macro, trovatevi un buon posto con tanto prato e controllate se ci sono farfalle, insetti o quello che volete, anche bei fiori. L’orario giusto per essere sul posto è verso le 18.30/19, con almeno 1 ora di buona luce per scattare foto.

La collaborazione degli insetti non sarà ovviamente la stessa che si può avere di mattino presto. Col freddo della notte sono ancora intorpiditi e collaborativi, e poi l’umidità ci mette quel di più (goccioline) che al tramonto non abbiamo. Però se per il secondo punto non c’è rimedio, al primo io ho trovato uno stratagemma che funziona egregiamente.

Funziona cosi. Vista una farfalla seguitela. Quando le sarete abbastanza vicino lei proabilmente volerà via. Seguitela ancora. Una volta individuata provate a riposizionare il treppiede. E’ scappata? Dietro di nuovo.
E’ un pò noioso, ma di solito dopo 3 o 4 volte si lascia fotografare senza problemi, presumo perchè l’ora della nanna è prossima e quindi è stanca dopo una giornata passata a vagabondare di fiore in fiore.

Ovviamente con altri tipi di insetti come ragni, coccinelle, bruchi e cosi via tutto risulta più facile.

Un macaone si lascia fotografare al tramonto.

Dalla foto risulta evidente che il macaone se ne sta buono buono a farsi fotografare senza batter ciglio, tanto che sono riuscito a fotografarlo a circa 2-3 cm anche con l’iphone. In questo caso ho settato la macchina e poi, utilizzando il live view, mi sono spostato per inondarlo di luce e fotografarlo. Non ho usato nessun artefizio, non ho reciso fiori, non ho creato set. Semplice e pulito. Questo il risultato finale:

Pentax K-x, Tamron SP 90mm f/2.8 Di Macro, 1/125 f/4.5, ISO 400, treppiede.

Con un macaone, farfalla bellissima e molto grande, non è stato nemmeno necessario impostare un F-stop molto chiuso, ed a soli F4.5 sono riuscito ad averlo perfettamente a fuoco. In questi casi conta molto il parallelismo rispetto al soggetto da fotografare. Per i soggetti più piccoli gli F-stop si chiudono fino anche a f11 o superiore. In questo caso specifico avrei potuto avvicinarmi di più, ma restando leggermente piu lontano sono riuscito ad aprire di più senza perdere nitidezza e riuscendo quindi a sfocare di più lo sfondo.

Ogni tanto, nelle giornate ventose (quando c’è leggera brezza) porto con me una molletta per i panni. Mi aiuta a reggere lo stelo d’erba o il fiore ancorandolo magari ad un rametto più robusto o a qualcosa d’altro. Tirate fuori l’ingegno insomma, senza però danneggiare nulla.

E se abbiamo fili d’erba davanti che coprono la visuale? Non tagliateli, semplicemente abbassateli con la mano, e scattate!

Tutte le mie macro sono fatte in questo modo, al tramonto (quando capita un temporale e poi esce il sole il risultato è stupefacente) e senza set fotografici inutili. Pensate che con me c’è sempre Briscola, ed il più delle volte è lei che giocando mi fa scappare la “preda”, ma fa parte del gioco. Ci divertiamo e tanto basta.

Altri esempi di macro eseguiti al tramonto, medesima tecnica.

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Non bisogna nutrire gli animali selvatici.

Quante volte vi è capitato di leggere un cartello della forestale che riportava il divieto di nutrire gli animali selvatici? Almeno una volta immagino, visto che di solito vengono messi anche nelle aree recintate.

Spesso si vede gente dare un pò d’erba ai cavalli, al somarello,  e fin qui niente di male, anzi sono io stesso il primo a farlo. Quando però ci troviamo in parchi e riserve naturali e ci sono i cartelli della forestale che indicano un divieto, cerchiamo di rispettarlo.

Se proprio non ci riusciamo (a volte gli animali sanno intenerire il cuore e da parte nostra la voglia di stabilire un contatto è tanta), cerchiamo almeno di informarci sulle abitudini alimentari della specie per non comprometterne la salute. E che non diventi un’abitudine.

Succede quindi spesso di vedere la gente più disparata, a volte mossa da buone intenzioni, nutrire gli animali con la cioccolata, salame, succhi di frutta e chi più ne ha più ne metta. In quel caso un tozzo di pane secco è la cosa migliore.

Le marmotte hanno bisogno di mangiare noci, frutta, erba, bulbi e cosi via. Altrimenti i denti non si limano, e finiscono col crescere a dismisura provocando gravi problemi all’animale.

Per capire la gravità della cosa ho chiesto aiuto ad un amico fotografo che ha immortalato una marmotta con dei seri problemi alla dentatura. La prima foto è stata fatta da me, e mostra una marmotta con una dentatura sana:

Foto di Manuel Gianfrilli

Qui sotto invece la foto di Carlo Cinthi mostra una marmotta abituata all’uomo a cui orde di turisti offrono del cibo.

Foto di Carlo Cinthi

E’ chiaro che qualcosa non va, si vede subito che non consumandosi, i denti hanno raggiunto proporzioni smisurate, creando seri problemi alla marmotta, soprattutto quando dovrà procurarsi da sola il cibo, finita la stagione dei turisti.

In questo caso, una bella noce (con tutto il guscio, mi raccomando) è la scelta migliore se non riusciamo a tenere le mani in tasca!

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Parco Regionale della Maremma

In maremma, provincia di Grosseto, c’è un parco fantastico, l’Uccellina, dove si possono trascorrere giornate intere a contatto con la natura, circondati a 360 gradi da prati infiniti e boschi, e rilassarsi magari a fine giornata in riva al mare.

Il modo migliore per godersi il parco è sicuramente la bicicletta. La pista ciclabile parte da Marina di Alberese e arriva fino al mare, attraversando cosi tutto il parco per una distanza di circa 8 km. Fantastico.

Pedalando si attraversano paesaggi incredibilmente belli, si osservano animali lasciati liberi al pascolo come cavalli e vacche maremmane, oppure aironi guardabuoi e cenerini che nel corso d’acqua che costeggia la ciclabile cercano qualcosa da mangiare.

Una volta giunti al mare e posata la bici ci si può rilassare cullati dalle onde oppure fare due passi nella zona circostante o sulla spiaggia stessa. Si sta talmente bene che quando è ora di tornare a casa si tarda sempre come la mattina quando suona la sveglia: “ancora 5 minuti e poi vado”

Di sicuro un posto incantevole per tutti, famiglie, sportivi, fotografi.Consigliatissimo.

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Riserva Naturale della Marcigliana

Volevo fare una passeggiata assieme alla mia Briscola nella riserva che ho qui dietro casa, la Riserva Naturale della Marcigliana. Purtroppo come avevo già visto la situazione è abbastanza disastrosa. C’è qualche cane pastore malnutrito ed in condizioni tutt’altro che buone lasciato libero e che ti abbaia contro, poverino, ci sono sfilze di preservativi in giro, soprattutto nei pressi dell’area parcheggio, i cartelli se non sono abbattuti sono abbastanza leggibili.

Mi avventuro per il sentiero natura e scopro che dopo 200 metri c’è un bel cartello su un nastro bianco e rosso che vieta l’ingresso in quanto l’area è posta sotto sequestro, e che quindi oltrepassandolo si corrono rischi penali. Peggio di cosi non poteva andare.

Almeno sono riuscito a vedere qualche Crocus, a fargli qualche fotografia spicciola, e ad accarezzare un bel cavallone che temerario ha lasciato i suoi fratelli e ci è venuto incontro, piuttosto mansueto, lasciandosi carezzare per qualche minuto! 🙂

Non capisco perchè il lazio è sempre cosi trascurato. Ovunque si va si rischia di restare delusi ed anche amareggiati. Vai a capire..

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Neve a Roma

A roma la neve è davvero un evento in grado di sconvolgere la vita dei cittadini.
Per me la neve è magica, mi fa tornare bambino e mi va venire la voglia di fare l’angelo buttandomici dentro.
Insomma a chi piace e a chi no. La sorpresa di sabato mattina è stata fantastica, cosi con Briscola, Vale e qualche amico abbiamo fatto un giro per le campagne romane a giocare come non si faceva da un pò!

Ma chi si è divertito di più è stata Briscoletta, che sulla neve impazzisce! 🙂

 

 

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